L'osso di legno italiano è la trentesima migliore scoperta dell'anno
Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Giovedì, 17 dicembre 2009 • Categoria: Concept & Progetti
Il settore dell'ortopedia è uno dei campi in cui l'innovazione fa veri passi da gigante. Il Rivista Time ha stilato le 50 migliori scoperte dell'anno a al trentesimo posto troviamo l'italianissimo "osso di legno".
Realizzato dall’Istituto di scienza e tecnologia dei materiali ceramici (Istec), si tratta di un impianto osseo che al contrario di quelli metallici o ceramici in uso non dovrà essere rimosso o sostituito perché il nuovo materiale viene ricostruito dalle cellule e accolto dall’organismo.
All'Istec-Cnr si occupano da anni di tessuto osseo e la
tecnologia è già in grado di riprodurre un osso chimicamente simile a
quello umano.
Ma l'obiettivo dell'Istec è ottenere un materiale che abbia
le stesse caratteristiche di organizzazione micro-strutturale,
elasticità e resistenza meccanica. Una struttura complessa che solo la
natura è in grado di mettere in atto.
Da qui è nata l’idea di ‘prendere in prestito’ dagli alberi la materia prima.
Sono state individuate due piante che vantano caratteristiche morfologico strutturali ideali: la quercia rossa e il
rattan.
In laboratorio, attraverso un processo chimico, il pezzetto di legno viene trasformato in uno ‘scheletro carbonioso’ e, infine, in una struttura di fosfato di calcio complesso.
“Questo materiale mantiene inalterata la sua struttura complessa”, spiega Anna Tampieri, ricercatrice del progetto “e viene impiantato al posto della parte mancante di osso e infine riconosciuto come autologo”.
Per l’applicazione bisognerà attendere l’esito della sperimentazione in corso: il primo osso di legno è stato innestato nella zampa di una pecora, con un intervento eseguito dall’équipe di Maurilio Marcacci dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. I costi previsti per una protesi dovrebbero essere piuttosto contenuti.
L’idea è diventata un progetto, il Templant project, nel 2006, grazie a un finanziamento di tre milioni di euro della Commissione Europea, e coinvolge otto istituti di ricerca europei (Germania, Spagna, Austria, Francia, Olanda, Svezia). L’Italia è rappresentata dall’Istec-Cnr, che è il capofila, dall’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, dalla Finceramica SpA di Faenza.Il team, giovane, è composto da dieci ricercatori, di cui cinque donne.



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