Neurodegenerazioni: scoperte a confronto
Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Martedì, 19 maggio 2009 • Categoria: Ricerca
Foto tratto da Stem Cell Information
Si tratta della terza delle “CDD-Conferences”, realizzata in collaborazione tra Cnr, Nature-Publishing-Group e la rivista scientifica ‘Cell Death Differentiation’.
Scopo finale, identificare nuovi bersagli per terapie innovative.
Tra le sessioni scientifiche, di grande interesse quelle che riguardano l’Alzheimer, che si calcola colpisca oltre 25 milioni di persone, soprattutto nel mondo occidentale, con un’incidenza quadrupla per il 2050: il rischio di acquisire la malattia raddoppia ogni cinque anni dopo il sessantacinquesimo anno e aumenta in prevalenza nelle donne dopo l’ottantacinquesimo.
Adriano Aguzzi (ETH, Zurigo, Svizzera), recente vincitore del premio Feltrinelli assegnato dal Presidente della Repubblica e dall’Accademia dei Lincei, ha condotto altre ricerche fondamentali sulla malattia da prioni, su cui presenterà nuovi test diagnostici.
Novità anche per il morbo di Parkinson, la malattia causata da una ridotta produzione del neurotrasmettitore dopamina, la cui incidenza e prevalenza aumenta con l’età e per la quale, dai 340.000 casi stimati nel 2005 negli Stati Uniti, si prevede un raddoppio nel 2030.
Nonostante i numerosi studi, non si conosce quasi nulla sull’eziologia e l’inesorabile progressione della malattia.
Mercoledì 20, alle ore 15.10 (sessione n. 9), D. James Surmeier (Chicago University) illustrerà un’importante, recentissima scoperta che contribuisce a chiarire l’azione della dopamina sulla morte cellulare nella malattia: la convergenza tra un elevato flusso di calcio e l’aumento della sintesi di dopamina a livelli potenzialmente tossici per i vulnerabili neuroni dopaminergici, situati in una regione del mesencefalo.
A causare il danno cellulare da cui deriva il sintomo cardine del Parkinson non sono quindi le alterazioni della dopamina ma una sua eccessiva produzione, né sono i cataboliti o i prodotti ossidativi della dopamina i possibili killer di questi neuroni: un chiarimento di grande ausilio per l’individuazione di futuri potenziali farmaci.
Questa mattina Pierluigi Nicotera approfondirà lo studio del calcio nella morte neuronale, presentando nuovi dati sui meccanismi di assuefazione alla nicotina basati sulla de-regolazione del calcio.
Avremo una nuova terapia contro il tabagismo?



0 Commenti
Aggiungi Commento