Risonanza magnetica: prevedere lo sviluppo di disabilità
Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Sabato, 18 luglio 2009 • Categoria: Medicina
Con una semplice risonanza magnetica cerebrale è possibile prevedere lo sviluppo di disabilità e, quindi, provare a prevenirla.E' uno degli importanti risultati di uno studio pubblicato online lo scorso 6 luglio sulla prestigiosa rivista British Medical Journal e condotto in 11 centri europei, sotto la direzione di Domenico Inzitari e del suo gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche dell'Università di Firenze (Giovanni Pracucci, Anna Poggesi, Giovanna Carlucci, Leonardo Pantoni).
Nell'articolo"Changes in white matter as determinant of global functional decline in older independent outpatients: three year follow-up of LADIS (leukoaraiosis and disability) study cohort", frutto del progetto finanziato nell'ambito del V programma quadro europeo per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, si dimostra che la presenza di alcune alterazioni di origine vascolare - denominate " leucoaraiosi" - nella parte profonda del cervello, evidenziata dalla risonanza magnetica, costituisce un fattore predittivo della perdita di autonomia nell'anziano.
Lo studio ha seguito per tre anni oltre 600 soggetti inizialmente autonomi nelle comuni funzioni della vita quotidiana, che avevano questo tipo di alterazione.
Tutti i soggetti ogni anno sono stati sottoposti a test della memoria e dell'attenzione, prove per l'equilibrio e la deambulazione, valutazioni del tono dell'umore e della qualità della vita.
"Già dopo un anno avevamo notato che i soggetti con le alterazioni più gravi avevano maggiori difficoltà nell'uso del telefono, nel fare la spesa e prendere le medicineafferma Domenico Inzitari, ideatore dello studio
I dati ottenuti dopo tre anni di osservazione hanno confermato che i soggetti che alla risonanza basale risultavano con le lesioni più estese, avevano un rischio di perdere la loro autonomia nella vita di tutti i giorni più che doppio rispetto a coloro che presentavano lesioni di grado lieve ".
"Lo studio è il primo ad evidenziare che una semplice risonanza magnetica cerebrale attraverso l'individuazione di queste alterazioni è in grado di predire lo sviluppo futuro di disabilità
conferma Leonardo Pantoni, coordinatore dello studio
e potrebbe avere importanti ricadute future poiché i soggetti così individuati potrebbero beneficiare di trattamenti specifici dei fattori di rischio, tra cui l'ipertensione arteriosa, così da poter ridurre il numero di soggetti disabili in questa fascia di età che si caratterizza per il grave problema della perdita dell'autonomia e quindi per la necessità di essere assistiti dagli altri, con il carico di costi che ben conosciamo per le famiglie e la società intera".Link: Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell'Università di Firenze



0 Commenti
Aggiungi Commento