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    <title>100scienze - Archeologia</title>
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    <description>Alla scoperta della scienza</description>
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    <title>I moderni Europei discendono dall’Uomo di Neandertal?</title>
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            <category>Archeologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Luca De Nardo - 100scienze)</author>
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    &lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:357 --&gt;&lt;img height=&quot;486&quot; width=&quot;360&quot; class=&quot;serendipity_image_right&quot; src=&quot;http://www.100scienze.it/uploads/Neandertal.jpg&quot; /&gt;Noi moderni &lt;strong&gt;Europei&lt;/strong&gt; discendiamo dall&#039;Uomo di &lt;strong&gt;Neandertal&lt;/strong&gt;? Questo esponente estinto del genere Homo, conosciuto tramite &lt;strong&gt;resti fossili&lt;/strong&gt; del Pleistocene rinvenuti in Europa e in Asia centrale, è davvero il nostro &lt;strong&gt;progenitore&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Un aiuto a rispondere a queste domande, che appassionano gli studiosi da decenni, viene oggi da uno studio, coordinato da &lt;strong&gt;David Caramelli&lt;/strong&gt;, ricercatore del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell&#039;&lt;strong&gt;Università di Firenze&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La ricerca - pubblicata on line sulla rivista scientifica &lt;strong&gt;PLoS ONE&lt;/strong&gt; e realizzata insieme agli atenei di Siena, Ferrara, Marsiglia, Lione, Istituto Tecnologie Biomediche del CNR di Milano e dal Museo di Storia Naturale di Verona - costituisce il primo &lt;strong&gt;studio&lt;/strong&gt; in un Neandertaliano sul &lt;strong&gt;gene &lt;/strong&gt;della &lt;strong&gt;microcefalina&lt;/strong&gt;, responsabile della proliferazione delle cellule neurali e regolatore della dimensione del cervello (&lt;em&gt;cfr.&lt;/em&gt; PLoS ONE, &amp;quot;The Microcephalin Ancestral Allele in a Neanderthal Individual&amp;quot;, doi 10.1371/journal.pone.0010648).&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;popolazioni&lt;/strong&gt; attuali dell&#039;Europa e dell&#039;Asia presentano, infatti, in questo gene un gruppo di varianti, chiamate aplogruppo D, che in Africa sono rare. Questa particolare distribuzione è stata interpretata come l&#039;evidenza che l&#039;aplogruppo D si sia originato nei Neandertaliani e che sia stato poi incorporato nel &lt;strong&gt;genoma&lt;/strong&gt; degli uomini moderni attraverso l&#039;incrocio tra i Neandertaliani e gli antenati dei moderni europei ed asiatici, dopo che questi uscirono dall&#039;Africa. &lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.100scienze.it/index.php?/archives/172-I-moderni-Europei-discendono-dallUomo-di-Neandertal.html#extended&quot;&gt;Continua a leggere &quot;I moderni Europei discendono dall’Uomo di Neandertal?&quot;&lt;/a&gt;
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    <pubDate>Tue, 18 May 2010 11:06:43 +0200</pubDate>
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    <category>antropologia</category>
<category>dna</category>
<category>genetica</category>

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    <title>Uomo e scimpanzè: un legame archeologico</title>
    <link>http://www.100scienze.it/index.php?/archives/49-Uomo-e-scimpanze-un-legame-archeologico.html</link>
            <category>Archeologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Luca De Nardo - 100scienze)</author>
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&lt;!-- s9ymdb:107 --&gt;&lt;img height=&quot;336&quot; width=&quot;404&quot; class=&quot;serendipity_image_right&quot; style=&quot;border: 0px none ; float: right; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; src=&quot;http://www.100scienze.it/uploads/olduwai-tools_1.JPG&quot; /&gt;Fino a poco tempo fa si riteneva che l&#039;&lt;b&gt;archeologia &lt;/b&gt;fosse la scienza delle &lt;b&gt;culture umane antiche&lt;/b&gt;, dedita alla scoperta e all’analisi dei manufatti dei nostri progenitori.&lt;br /&gt;Invece, un articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista &lt;i&gt;Nature&lt;/i&gt; è destinato a &lt;b&gt;rivoluzionare questa visione&lt;/b&gt;, estendendo l’approccio archeologico anche allo &lt;b&gt;studio delle attività di uso&lt;/b&gt;, costruzione e accumulo di strumenti nei primati non umani, le specie animali a noi evolutivamente più vicine. &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;“I primati non umani rappresentano un ottimo modello per lo studio della &lt;b&gt;tecnologia litica&lt;/b&gt;, dato che sono sempre più numerose le evidenze di popolazioni selvatiche che usano strumenti”,&lt;/blockquote&gt;dice Elisabetta Visalberghi, primatologa dell’Istituto di scienze e tecnologia della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma e co-autrice dell’articolo.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;“Si va dagli &lt;b&gt;scimpanzé &lt;/b&gt;della Costa d’Avorio, che usano percussori e incudini per rompere noci troppo dure da aprire altrimenti, ai cebi – &lt;b&gt;scimmie sudamericane&lt;/b&gt; che in Brasile usano pietre sia per rompere noci sia per estrarre tuberi dal terreno – fino ai &lt;b&gt;macachi &lt;/b&gt;che, in Tailandia, con una tecnica simile rompono il guscio di granchi e molluschi”.&lt;/blockquote&gt;Lo studio degli elementi caratteristici della tecnologia litica, dalla scelta della materia prima ai vari metodi di scheggiatura alle tradizioni culturali dei diversi gruppi, unisce così primatologi e archeologi in un nuovo campo di ricerca meglio definito come ‘archeologia dei primati’.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;“Questa nuova disciplina nasce dal presupposto che, qualunque organismo accumuli o modifichi materiali durevoli come la pietra, lascerà una traccia sotto forma di reperto archeologico”, &lt;i&gt;prosegue la primatologa. &lt;/i&gt;“In questo senso sarà possibile fornire per la prima volta un quadro comparativo per la &lt;b&gt;comprensione del contesto biologico&lt;/b&gt;, ambientale e sociale che ha favorito l’evoluzione comportamentale dei primati”.&lt;/blockquote&gt;
 &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.100scienze.it/index.php?/archives/49-Uomo-e-scimpanze-un-legame-archeologico.html#extended&quot;&gt;Continua a leggere &quot;Uomo e scimpanzè: un legame archeologico&quot;&lt;/a&gt;
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    <pubDate>Thu, 16 Jul 2009 19:53:10 +0200</pubDate>
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    <category>archeologia</category>
<category>primate</category>
<category>storia</category>

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    <title>Il tesoro di Misurata torna a risplendere </title>
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            <category>Archeologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Luca De Nardo - 100scienze)</author>
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&lt;!-- s9ymdb:105 --&gt;&lt;img height=&quot;255&quot; width=&quot;340&quot; src=&quot;http://www.100scienze.it/uploads/monete-antiche.jpg&quot; style=&quot;border: 0px none ; float: left; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; class=&quot;serendipity_image_left&quot; /&gt;Il più &lt;b&gt;grande tesoro monetale romano&lt;/b&gt;, ritrovato nel 1981 a &lt;b&gt;Misurata&lt;/b&gt;, in &lt;b&gt;Libia&lt;/b&gt;, è fruibile in tutto il suo splendore grazie al lavoro dell’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc) del CNR, che ha coordinato il restauro, lo studio storico, l’analisi composizionale e la digitalizzazione di questo patrimonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tesoro, composto da &lt;b&gt;108 mila monete&lt;/b&gt;, fu rinvenuto casualmente durante l’esecuzione di lavori agricoli, dentro grossi vasi (olle, brocche, anfore), sotterrati in prossimità di due edifici, facenti parte forse di un luogo di cambio dei cavalli del &lt;i&gt;cursus publicus&lt;/i&gt; - il servizio per il trasporto di merci o plichi appartenenti allo Stato - e di persone che viaggiavano per conto dell’amministrazione centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Databili tra il &lt;b&gt;294 e il 333 d.C.&lt;/b&gt;, queste monete sono &lt;i&gt;nummi&lt;/i&gt; (folles), ossia prodotti con una lega rame-stagno-piombo comprendente una piccola quantità di argento, caratterizzati da un arricchimento superficiale sottilissimo con il medesimo metallo.&lt;br /&gt;Anche se non è da escludere che il tesoro dovesse essere costituito da un numero maggiore di esemplari, si tratta del &lt;b&gt;più grande ritrovamento non solo di epoca romana&lt;/b&gt;, ma, probabilmente, di tutto il mondo antico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre che per le dimensioni il rinvenimento si distingue perchè getta nuova luce sia sulla storia dell’economia e della circolazione monetaria in Tripolitania nella prima metà del IV secolo d.C., sia sulla metallurgia e la tecnologia della produzione monetale di quel periodo.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.100scienze.it/index.php?/archives/48-Il-tesoro-di-Misurata-torna-a-risplendere.html#extended&quot;&gt;Continua a leggere &quot;Il tesoro di Misurata torna a risplendere &quot;&lt;/a&gt;
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    <pubDate>Wed, 15 Jul 2009 00:01:00 +0200</pubDate>
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