I moderni Europei discendono dall’Uomo di Neandertal?
Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Martedì, 18 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Archeologia
Noi moderni Europei discendiamo dall'Uomo di Neandertal? Questo esponente estinto del genere Homo, conosciuto tramite resti fossili del Pleistocene rinvenuti in Europa e in Asia centrale, è davvero il nostro progenitore?
Un aiuto a rispondere a queste domande, che appassionano gli studiosi da decenni, viene oggi da uno studio, coordinato da David Caramelli, ricercatore del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell'Università di Firenze.
La ricerca - pubblicata on line sulla rivista scientifica PLoS ONE e realizzata insieme agli atenei di Siena, Ferrara, Marsiglia, Lione, Istituto Tecnologie Biomediche del CNR di Milano e dal Museo di Storia Naturale di Verona - costituisce il primo studio in un Neandertaliano sul gene della microcefalina, responsabile della proliferazione delle cellule neurali e regolatore della dimensione del cervello (cfr. PLoS ONE, "The Microcephalin Ancestral Allele in a Neanderthal Individual", doi 10.1371/journal.pone.0010648).
Le popolazioni attuali dell'Europa e dell'Asia presentano, infatti, in questo gene un gruppo di varianti, chiamate aplogruppo D, che in Africa sono rare. Questa particolare distribuzione è stata interpretata come l'evidenza che l'aplogruppo D si sia originato nei Neandertaliani e che sia stato poi incorporato nel genoma degli uomini moderni attraverso l'incrocio tra i Neandertaliani e gli antenati dei moderni europei ed asiatici, dopo che questi uscirono dall'Africa.
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Su Nature un nuovo prestigioso riconoscimento alla scienza italiana: le tecniche di ricerca del prof. Paolo Magni e del suo gruppo dell'Università di Pavia, premiato al MIT di Boston in occasione di
Si chiama Pumilio ed è una proteina prodotta dalle cellule nervose (neuroni) già nelle prime fasi dello formazione del nostro cervello. Il suo compito è quello di regolare lo sviluppo dei neuroni, dando loro quelle forme e strutture che li rendono adatti a svolgere la loro funzione principale, vale a dire ricevere e trasmettere informazioni.
Identificato il gene responsabile di una forma ereditaria di sclerosi laterale amiotrofica (Sla): ad annunciarlo è uno studio finanziato da Telethon e pubblicato sulle pagine della rivista Brain da Antonio Orlacchio, responsabile del laboratorio di Neurogenetica dell’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma e docente di Neurologia presso il dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Roma “Tor Vergata”.
