Robot e neurochirurgia. La nuova strada contro i tumori
Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Mercoledì, 24 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Robotica
Il Gruppo di Meccatronica dell’Università di Udine ha inventato un dispositivo robotico per applicare, con la massima precisione e sicurezza, la terapia chirurgica minimo-invasiva ai Raggi X alle lesioni tumorali del cervello. Il sistema permette al neurochirurgo di muovere nel cranio del paziente una sorgente miniaturizzata di radiazioni a bassa intensità (lo strumento chirurgico), in condizioni di maggiore controllo rispetto alla procedura manuale.
Il nuovo dispositivo è in grado di modulare l’intensità dei Raggi x e di indirizzare la dose di radiazioni programmata verso la lesione tumorale, evitando di colpire le regioni sane del tessuto cerebrale.
Grazie al sistema robotico nato all’ateneo friulano la radioterapia intracranica è utilizzabile anche per le lesioni di forma allungata, molto più frequenti di quelle di tipo sferoidale, le sole alle quali si applica l’operazione manuale.

Il dispositivo, denominato “Attuatore lineare per neurochirurgia” (Linear Actuator for Neuro-Surgery – LANS), ha superato con successo i test preclinici effettuati presso la Clinica neurochirurgica dell’Ospedale di Firenze.
Giudicato la migliore applicazione di misura e automazione dell’anno, il sistema robotico, sviluppato in particolare dal ricercatore Vanni Zanotto, ha ricevuto il premio “Nicola Chiari 2010”.
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Il gruppo di ricerca di Alice Mado Proverbio dell’Università di Milano-Bicocca insieme a Federica Riva e Alberto Zani dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) di Milano ha registrato i potenziali bioelettrici cerebrali negli esseri umani alla ricerca dei ‘neuroni specchio’, già identificati nella scimmia con registrazione da singola cellula. Lo studio, recentemente apparso sulla rivista Neuropsychologia, consente di comprendere i processi neuronali che si attivano nel momento in cui osserviamo un’azione ‘sbagliata’ inducendoci, per esempio, a non imitarla.
Un team di ricercatori italiani ha individuato le aree del cervello il cui funzionamento potrebbe spiegare le esperienze spirituali. Lo studio pubblicato sulla rivista Neuron.
Si chiama Pumilio ed è una proteina prodotta dalle cellule nervose (neuroni) già nelle prime fasi dello formazione del nostro cervello. Il suo compito è quello di regolare lo sviluppo dei neuroni, dando loro quelle forme e strutture che li rendono adatti a svolgere la loro funzione principale, vale a dire ricevere e trasmettere informazioni.
Nel cervello dei mammiferi e di altre specie ha luogo per tutta la vita la formazione di nuovi neuroni secondo un processo denominato neurogenesi, indispensabile per la formazione della memoria nell’ippocampo, come hanno dimostrato recenti ricerche nelle quali il numero dei nuovi neuroni dell’ippocampo è stato ridotto o incrementato con varie tecniche e metodi.
Il dolore neuropatico che deriva da lesioni fisiche dei nervi può essere efficacemente contrastato da molecole derivate da zuccheri naturali (glicolipidi derivati dal glucosio).
Il consumo di alcol in gravidanza è una delle cause maggiori di ritardo mentale dei bambini nei Paesi occidentali.
Con una semplice risonanza magnetica cerebrale è possibile prevedere lo sviluppo di disabilità e, quindi, provare a prevenirla.
