Alla scoperta della scienza

Il Regno Unito guida lo sviluppo europeo della tecnologia per l’educazione

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Venerdì, 18 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Tecnologia

Il Regno Unito vanta uno dei mercati europei più all’avanguardia in termini di soluzioni tecnologiche per l’istruzione, tanto che, in quasi ogni scuola, è presente una lavagna interattiva. Questo dato corrisponde a circa 55.000 lavagne vendute nel 2009, secondo quanto riportato da una ricerca condotta da Panasonic. In molti altri Paesi, come la Francia, dove solo il 20% delle scuole è equipaggiato con strumenti di questo tipo, il mercato della tecnologia per l’educazione è ancora in fase embrionale.

Lavagne interattive

Il Regno Unito è all’avanguardia nella diffusione della tecnologia per l’educazione rispetto al resto dell’Europa ma, grazie all’impegno dei Governi di tutto il continente, non ci vorrà molto prima che anche altri Paesi facciano altrettanto.
Le attuali tendenze in questo ambito, tra cui lo sviluppo delle tecnologie di visualizzazione e di nuove interfacce, condurranno a nuovi approcci nel delivery dell’informatica e le lavagne interattive sono proprio il cuore di questi trend.

Molti governi europei hanno iniziato a mettere la tecnologia al centro di diverse iniziative di ampio respiro in ambito educativo. La spesa pubblica per istruzione e scienza in Germania ammontava a 10 miliardi di euro nel 2009, e questa cifra è destinata a raggiungere la quota di circa 24 miliardi di euro entro il 2015. In Spagna, sono stati stanziati 200 milioni di euro per la digitalizzazione di tutte le aule spagnole entro il 2012, mentre in Francia, il governo ha predisposto 67 milioni di euro per dotare le 6.700 scuole rurali di computer portatili.


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Dalla ricerca IBM un prodigio nel disegno in nanoscala

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Lunedì, 10 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Tecnologia

I ricercatori IBM hanno creato una mappa 3D della terra così piccola che mille di queste mappe potrebbero essere inserite in un grano di sale. I ricercatori sono riusciti a realizzarla attraverso una tecnica innovativa che utilizza una punta in silicio - 100.000 volte più piccola di una matita dalla punta affilata - per creare modelli e strutture inferiori ai 15 nanometri con costi e complessità estremamente ridotti. Questa tecnica di “patterning” apre nuovi orizzonti allo sviluppo di dimensioni nanometriche in settori quali l'elettronica, la tecnologia dei chip del futuro, la medicina, le scienze naturali e l'optoelettronica.

IBM 3D maps nano patterning

Per dimostrare le potenzialità della tecnica, il team ha creato vari modelli tridimensionali e bidimensionali utilizzando materiali diversi per ciascuno di essi come riportato in due prestigiose riviste scientifiche quali “Science” e “Advanced Materials”

Il componente principale della nuova tecnica, sviluppato dal team di Zurigo, è una punta di silicio sottile molto affilata di 500 nanometri di lunghezza e con una sommità di pochi nanometri.

Il tip simile a quello utilizzato nei microscopi a forza atomica è collegato a un “cantilever” pieghevole che effettua, in modo controllabile, la scansione della superficie del materiale del substrato con la precisione di un nanometro, un milionesimo di millimetro. Applicando calore e forza, il tip nanometrico è in grado di rimuovere il materiale substrato in base a pattern predefiniti, agendo come una "nanomilling" dalla precisione estremamente elevata.


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Scoperti due composti che condurranno ad un nuovo gruppo di farmaci contro l’AIDS

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Martedì, 30 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Medicina, Ricerca, Tecnologia

Un team di ricercatori del prestigioso Scripps Research Institute ha scoperto due nuovi composti che dimostrano l’esistenza di nuovi siti di legame sull’HIV- proteasi.
Sfruttando la potenza di calcolo di 1,5 milioni di PC collegati in rete attraverso il World Community Grid di IBM, i nuovi siti sulla proteasi dell'HIV vengono utilizzati come bersagli per gli esperimenti di screening virtuali, al fine di guidare lo sviluppo di questi composti chimici verso una nuova classe di potenti inibitori dell’HIV. Sfruttando le enormi risorse computazionali del World Community Grid, il team del progetto FightAIDS@Home ha già condotto oltre 500.000 composti contro questi siti di legame di nuova caratterizzazione.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono circa 33 milioni le persone che attualmente convivono con infezioni da HIV. Diversi farmaci utilizzati nel trattamento dell’AIDS inibiscono la proteasi dell'HIV, ma continuamente emergono nuovi mutanti farmacoresistenti che ne ostacolano l’efficacia.

Due membri del team FightAIDS@Home, il ricercatore associato Alex L. Perryman, Ph.D., e il Professor Arthur J. Olson, hanno già partecipato all’innovativa ricerca lanciata dal World Community Grid e ora stanno lavorando per ampliarla. Questa iniziativa sperimentale costituirà il punto di partenza per lo sviluppo di nuovi farmaci destinati a combattere il numero crescente di ceppi di HIV farmacoresistenti e a migliorare l’efficacia delle attuali terapie farmacologiche.


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Cena in Emmaus: svelati i segreti del caravaggio

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Giovedì, 4 marzo 2010 • Commenti 1 • Categoria: Tecnologia

La ricerca del disegno nei dipinti di Caravaggio è sempre stata una sfida per gli studiosi dell’artista, nel tentativo di convalidare o contraddire alcune fonti storiche sul fatto che il pittore non ricorresse alla fase grafica preliminare. La scoperta dell’underdrawing nella “Cena in Emmaus”, capolavoro conservato nella Pinacoteca di Brera, getta nuova luce sulla genesi dell’opera di Caravaggio.

Cena Emmaus Caravaggio

La ‘rivelazione’ si deve allo studio effettuato da parte dell’Opificio delle Pietre Dure (OPD) e ad una sofisticata tecnologia, lo scanner Multi-NIR (Scanning Multispectral IR reflectography) realizzato dall’Istituto Nazionale di Ottica (INO) di Firenze che da oltre vent’anni collabora con le Soprintendenze e gli istituti di restauro nel settore della diagnostica dei Beni Culturali.

Mai come in questo caso una scoperta storico-artistica è stata fortemente voluta e perseguita, in un intreccio d’intuizione storica, concretezza dell’analisi delle pratiche di lavoro e avanzamento scientifico. La sorprendente realtà si è concretizzata sotto gli occhi degli studiosi dell’Opificio delle Pietre Dure, dove ha sede uno dei laboratori dell’INO-CNR: lo Scanner Multi-NIR come un terzo occhio ha indagato il dipinto a livelli di profondità e con una risoluzione mai raggiunti prima


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“Nativi digitali”, cercansi idee giovani per cambiare il mondo

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Lunedì, 22 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Tecnologia

Nativi digitaliL’idea più brillante mai sviluppata su Internet? A scoprirla ci proveranno un milione e mezzo di studenti italiani, in oltre tremila istituti superiori sparsi per tutta la penisola, con il sostegno del Registro .it. Con l’unico limite della fantasia e della creatività, i ragazzi sono invitati a emulare Larry Page o Mark Zuckerberg (che, poco più che maggiorenni, crearono dal nulla Google e Facebook) per indagare le potenzialità della Rete e trarne spunti per un utilizzo evoluto e consapevole. I progetti più validi verranno sostenuti per giungere a compimento.

L’iniziativa, “Nativi digitali”, è finalizzata alla diffusione della cultura di Internet nelle scuole e non ha precedenti in Italia per dimensioni e capillarità. L’Iit-Cnr la promuove nell’ambito della campagna di comunicazione del Registro .it, l’organismo che da oltre vent’anni assegna e gestisce i domini a targa italiana. La campagna, avviata nel novembre scorso con spazi rivolti al pubblico generalista, ha adesso l’obiettivo educativo e formativo di far conoscere agli studenti le norme nazionali e internazionali che consentono il funzionamento di Internet e, in particolare, il ruolo svolto dal Registro .it.

Il progetto è focalizzato sugli aspetti positivi di Internet e sulle opportunità, ancora tutte da scoprire, che la Rete offre a chiunque abbia idee valide.


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Dimostrato l'attrito su scala atomica

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Martedì, 2 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fisica

Attrito su scala atomicaComprendere e controllare l'attrito, fenomeno molto comune che si verifica quando un corpo scivola su una superficie, ha un'importanza fondamentale per moltissimi dispositivi e processi industriali, poiché le due parti in contatto tendono a riscaldarsi e ad usurarsi. Ad esempio, nei dispositivi di lettura dei dischi rigidi dei computer o nei sistemi micro-elettro-meccanici (i cosiddetti Mems) utilizzati per i sensori, dove si agisce su superfici di contatto sempre più piccole.

Per controllare l'attrito in questi sistemi è necessario capire come questa forza agisca a scale così piccole, tali che il comportamento dei singoli atomi sulla superficie di contatto diventa rilevante.

Nell'articolo pubblicato su Pnas - Proceedings of the national academy of sciences è stato mostrato tramite simulazioni numeriche che quando due superfici (nel caso in questione un cristallo di xenon su di un piano di rame) vengono ‘sfregate’ alla scala atomica, lo scorrimento avviene in maniera graduale.

In principio, si sposta solo una piccola zona, una bolla composta da un centinaio di atomi, e solo in seguito la bolla cresce trascinando l'intera superficie.

La dimostrazione è stata realizzata da Stefano Zapperi, ricercatore dell’Istituto  nazionale di fisica della materia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Infm), autore dello studio in collaborazione con Marco Reguzzoni, Mauro Ferrario e Maria Clelia Righi.


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IBM guida la classifica dei brevetti negli Stati Uniti

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Lunedì, 18 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Tecnologia

IBM ha annunciato di aver conseguito 4.914 brevetti negli Stati Uniti nel 2009, occupando per il 17° anno consecutivo il vertice della classifica delle aziende più innovative del mondo.

IBM ha dichiarato anche che, per la prima volta, offrirà il proprio know-how e il proprio software per la gestione dei brevetti e delle invenzioni ai clienti che intendono potenziare le proprie capacità di gestione della proprietà intellettuale, a supporto delle strategie di crescita basate sull'innovazione.

Il numero totale di brevetti conseguiti da IBM nel 2009 è quasi il quadruplo rispetto a quello di Hewlett-Packard e supera i brevetti conseguiti da Microsoft, Hewlett-Packard, Oracle, Apple, Accenture e Google complessivamente.
Leader nei brevetti USA nel 2009*

  1. IBM - 4.914
  2. Samsung - 3.611
  3. Microsoft - 2.906
  4. Canon - 2.206
  5. Panasonic - 1.829
  6. Toshiba - 1.696
  7. Sony - 1.680
  8. Intel - 1.537
  9. Seiko Epson - 1.330
  10. HP - 1.273

* Dati forniti da IFI Patent Intelligence

Non solo, nel 2009 IBM ha pubblicato quasi 4000 invenzioni tecniche, anziché richiedere la tutela brevettuale, rendendole così accessibili ad altri per contribuire all’innalzamento del livello qualitativo delle invenzioni.

Le invenzioni pubblicate sono disponibili gratuitamente in un database pubblico e possono essere citate dagli uffici brevetti per limitare l’ambito delle domande di brevetto in esame.
La pubblicazione intende stimolare ulteriori innovazioni, che consentano una crescita del business.


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Il National Bibliography Number (NBN): nasce il codice di identificazione permanente dei documenti in rete

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Venerdì, 8 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Tecnologia

National Bibliography Number (NBN)
Si chiama National Bibliography Number (NBN) ed è un sistema nazionale di identificazione univoca e permanente delle risorse digitali: libri, articoli, file multimediali, news e ogni altro documento diffuso in Internet. Questo l’obiettivo dell’Accordo di collaborazione tra la Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il Diritto d'Autore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBAC) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
L’accordo, firmato dal Direttore Generale del MiBAC, dott. Maurizio Fallace, e dal Vice Presidente del CNR, Prof. Roberto de Mattei, dà il via ad una prima fase di attività sperimentale.

Il progetto vuole sostenere una soluzione che può davvero essere rivoluzionaria per la Rete. Naturalmente, questo sistema sarà tanto più efficace e operativo quanto più le istituzioni che potranno coordinare e gestire le assegnazioni dei codici si dimostreranno collaborative.

Con questo accordo l’Italia si inserisce in un percorso sul quale si stanno avviando le pubbliche amministrazioni di tutto il mondo, come conferma il Federal Registrer 2.0 lanciato dall’Amministrazione Obama.


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