Alla scoperta della scienza

Nuove speranze di cura del diabete dall'Università di Palermo

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Giovedì, 1 luglio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Salute

Il futuro parla italiano: nuove speranze di cura del diabete dagli studi sulle cellule staminali di un gruppo di ricercatori Università di Palermo coordinato da Carla Giordano, docente di Endocrinologia. Lo studio spertimentale è stato presentato durante il XXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia, svoltosi a Padova dal 9 al 12 giugno scorso.

La studio è partito dai nostri occhi in cui si troverebbero delle cellule staminali nascoste molto adatte a essere riprogrammate per diventare beta-cellule, ossia le cellule del pancreas che producono insulina e che smettono di funzionare in chi soffre di diabete di tipo uno e due (quest'ultimo nel lungo periodo).

Beta Cellule

Gli studi sperimentali presentati hanno dimostrato il processo - per il quale è stato chiesto il brevetto - per ottenere le beta-cellule dalle staminali oculari che dunque si dimostrano promettenti.

"Utilizziamo una particolare popolazione di cellule staminali adulte che si trova nel limbus, una zona dell'occhio fra congiuntiva e cornea

spiega Carla Giordano

L'area è facilmente accessibile con un piccolo intervento oculistico, per cui queste cellule possono essere facilmente prelevate dal paziente stesso".

E' stato verificato che le staminali del limbus hanno una notevole capacità di crescita in vitro, per cui rappresentano una buona sorgente da cui ottenere beta-cellule. Inoltre, le cellule limbali non creano i problemi etici e tecnici relativi all'uso di staminali embrionali.

"Le cellule del limbus sono anche poco immunogeniche

continua Carla Giordano

e questo rappresenta un notevole vantaggio perché se, in futuro, si dovesse confermare la possibilità di trapiantare le beta-cellule così ottenute nei pazienti avremo un bassissimo rischio di rigetto".


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Osservata per la prima volta la metamorfosi del neutrino

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Martedì, 1 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fisica

Dopo oltre tre anni di ricerche e miliardi di miliardi di particelle in viaggio da una parte all’altra delle Alpi, nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), per la prima volta al mondo è stata osservata in modo diretto una metamorfosi del neutrino. La trasformazione, cioé, di un neutrino in un altro. Una scoperta che apre le porte a una nuova fisica. Serviranno ovviamente altre osservazioni di neutrini “mutanti” per avere la certezza definitiva della scoperta.

Metamorfosi Neutrino Gran Sasso

Il fenomeno e’ stato osservato dall’esperimento internazionale OPERA: il neutrino, al termine di un viaggio che lo ha portato dal laboratorio europeo del CERN (da dove è stato “sparato” in fasci puntati verso il Gran Sasso) fino all’interno della montagna abruzzese (732 chilometri di corsa sotto la crosta terrestre in soli 2,4 millisecondi) ha mutato la propria natura. Una impresa resa possibile dalla collaborazione tra CERN e Laboratori dell’INFN del Gran Sasso nel progetto CNGS (Cern Neutrino sto Gran Sasso).


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... si può produrre energia da pigmenti naturali

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Martedì, 16 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ricerca

Energia dall'arancioImportante studio quello del gruppo di ricerca coordinato dalla Dott.ssa Rita Giovannetti, docente Unicam della Scuola di Scienze Ambientali: la possibilità di produrre energia da pigmenti naturali come quelli che si possono trovare nella frutta, nella verdura e nei fiori, ecc.

L’esperimento, presentato ai ragazzi che hanno partecipato nei giorni scorsi all’iniziativa Porte Aperte in Unicam, prevede l’utilizzo, di estratti di frutti di bosco o di una semplice spremuta per la generazione di energia elettrica. Gli estratti, senza l’aggiunta di solventi, vengono assorbiti su un supporto di diossido di titanio posizionato su vetro conduttivo e il tutto viene assemblato fino alla costruzione di una cella fotovoltaica.

In maniera assolutamente naturale, il dispositivo permette di sfruttare l’assorbimento di luce dei pigmenti naturali per la generazione di energia elettrica.

"Lo studio

ha sottolineato il dott. Ferraro, collaboratore nel progetto

utilizza un principio messo a punto dal Prof. Michael Graetzel, presso il Politecnico Federale di Losanna, con il quale il nostro gruppo di ricerca collabora grazie all’esperienza acquisita dalla dottoranda di ricerca Dr.ssa Leila Alibabaei in un periodo di formazione presso la struttura svizzera."


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Fai uno sbaglio? Le donne lo capiscono prima

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Lunedì, 8 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ricerca

Il gruppo di ricerca di Alice Mado Proverbio dell’Università di Milano-Bicocca insieme a Federica Riva e Alberto Zani dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) di Milano ha registrato i potenziali bioelettrici cerebrali negli esseri umani alla ricerca dei ‘neuroni specchio’, già identificati nella scimmia con registrazione da singola cellula. Lo studio, recentemente apparso sulla rivista Neuropsychologia, consente di comprendere i processi neuronali che si attivano nel momento in cui osserviamo un’azione ‘sbagliata’ inducendoci, per esempio, a non imitarla.

E’ noto che azioni dotate di scopo, come raccogliere un frutto per mangiarlo, attivano il sistema fronto-parietale di ‘neuroni specchio’ (riguardante il giro frontale inferiore, il lobulo parietale inferiore sinistro e il solco temporale superiore, STS),  in misura maggiore di azioni non finalizzate o meno salienti, per esempio, raggiungere un frutto senza raccoglierlo, oppure raccoglierlo per poi gettarlo via.

Sembra, quindi, che esistano popolazioni neurali premotorie e somatosensoriali coinvolte sia nell’osservazione delle azioni finalizzate compiute da altri, sia nell’imitazione, nell’immedesimazione e nell’apprendimento.
Mado Proverbio e i suoi colleghi hanno testato l’esistenza di questo circuito in 23 studenti universitari maschi e femmine, stimolandoli con immagini visive e registrando da 128 sensori l’attività cerebrale evocata dalla stimolazione mediante la tecnica dei potenziali bioelettrici evocati dalla stimolazione sensoriale (potenziali correlati ad eventi, ERP).


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Biocarburante dal siero del latte. Nuovo riconoscimento

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Lunedì, 8 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Biologia

Biocarburante dal Siero del latteSu Nature un nuovo prestigioso riconoscimento alla scienza italiana: le tecniche di ricerca del prof. Paolo Magni e del suo gruppo dell'Università di Pavia, premiato al MIT di Boston in occasione di iGEM 2009 per il biocarburante da siero del latte, sono indicate tra i principali contributi degli ultimi 10 anni in ambito di Biologia Sintetica.

La ricerca tesa a ricavare biocarburante da siero del latte ha dunque ottenuto un nuovo prestigioso riconoscimento: un articolo di Nature appena pubblicato (Vol 463|21 January 2010), nel fare il punto sui progressi della Biologia Sintetica, a dieci anni dall'uscita dei primi lavori, cita - accanto ai principali contributi di tutte le grandi scuole americane ed europee - il contributo dell'Università di Pavia.

L'articolo, da titolo "Five hard truths for synthetic biology" , cita, unica italiana, l'Università degli Studi di Pavia, insieme a soli altri quattro centri di ricerca europei, per il contributo fornito nell'ambito della biologia sintetica, disciplina che consiste nell'ingegnerizzare e modificare organismi viventi già presenti in natura al fine di ottenere e realizzare nuove e utili funzioni.


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La proteina Pumilio: scoperto il “controllore” delle cellule nervose

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Giovedì, 4 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Medicina

Pumilio Neuroni CervelloSi chiama Pumilio ed è una proteina prodotta dalle cellule nervose (neuroni) già nelle prime fasi dello formazione del nostro cervello. Il suo compito è quello di regolare lo sviluppo dei neuroni, dando loro quelle forme e strutture che li rendono adatti a svolgere la loro funzione principale, vale a dire ricevere e trasmettere informazioni.

Se viene prodotta in eccesso o in difetto, può dar luogo ad alterazioni della forma della cellula e quindi a gravi forme di ritardo mentale. A scoprire l’importante funzione della proteina Pumilio è stato un gruppo internazionale di ricercatori a cui partecipa anche Paolo Macchi del Centro interdipartimentale per la Biologia integrata dell’Università di Trento.

Per capire meglio la portata di questa scoperta scientifica, resa nota alla comunità internazionale attraverso un articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America), occorre addentrarsi nei segreti della nostro cervello e della nostra storia evolutiva.

La cellula nervosa assomiglia ad un albero, ricco di rami e foglie. Proprio alle foglie possono essere paragonate le sinapsi, i punti attraverso cui avviene il passaggio di informazioni tra i neuroni.


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Ricerca Telethon: identificato nuovo gene responsabile di una forma di SLA

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Venerdì, 29 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Medicina

DNA - SLA - sclerosi
 laterale amiotroficaIdentificato il gene responsabile di una forma ereditaria di sclerosi laterale amiotrofica (Sla): ad annunciarlo è uno studio finanziato da Telethon e pubblicato sulle pagine della rivista Brain da Antonio Orlacchio, responsabile del laboratorio di Neurogenetica dell’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma e docente di Neurologia presso il dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

La Sla è una malattia neurodegenerativa letale che colpisce progressivamente i motoneuroni, le cellule del sistema nervoso che impartiscono ai muscoli il comando di movimento. In genere si manifesta tra i 40 e i 50 anni e l’aspettativa di vita non supera i dieci anni.

Esistono però anche forme più rare a esordio giovanile (il 5% di tutti i casi), in cui i pazienti sopravvivono anche 40-50 anni.

È proprio osservando le caratteristiche cliniche di persone affette da questo tipo di Sla che Orlacchio e il suo gruppo hanno ipotizzato che potesse trattarsi di una forma con peculiarità genetiche sovrapponibili a quelle di altre malattie neurologiche.
I loro sintomi clinici, l’età di esordio e la progressione della malattia erano infatti molto simili a quelli riscontrati in pazienti affetti da un’altra patologia neurodegenerativa, la paraplegia spastica ereditaria con assottigliamento del corpo calloso.

Questa malattia è dovuta a difetti nel gene SPG11, che si trova sul cromosoma 15 e contiene le informazioni per la spatacsina, una proteina fondamentale per la sopravvivenza dei motoneuroni.


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Identificata nelle piante la proteina che ottimizza l'utilizzo dell'energia solare

Scritto da Luca De Nardo - 100scienze • Giovedì, 28 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ricerca

Uno studio pubblicato sulla rivista Plos Biology, realizzato in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Vita dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, l’Università degli studi di Milano e la Ludwig Maximilian Universität di Monaco (Germania), ha permesso di identificare la proteina che consente alle piante di utilizzare al meglio l’energia solare.


Role of Plastid Protein Phosphatase TAP38 in LHCII Dephosphorylation and Thylakoid Electron Flow”, questo il titolo della ricerca, prosegue una serie di studi già svolti in passato, che avevano dimostrato come, a seconda delle condizioni luminose, l’apparato fotosintetico potesse assumere due diverse modalità funzionali, dette stato 1 e stato 2, la cui interconversione è mediata da enzimi precedentemente scoperti e caratterizzati dagli stessi autori.

Il professor Roberto Barbato, ordinario di Fisiologia vegetale presso la Facoltà di Scienze MFN di Alessandria e coordinatore per l’“Avogadro” della ricerca, ha illustrato in dettaglio i risultati ottenuti.


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