Chirurgia funzionale nasale: cos’è e quando è necessaria

Cos’è la chirurgia funzionale del naso

Garantire la corretta funzionalità

Il naso è uno degli organi che, più di altri, viene sottoposto a interventi chirurgici. Al contrario di quanto si possa pensare, però, la maggior parte delle operazioni non riguardano il miglioramento dell’aspetto estetico ma di quello funzionale.

Questo genere di operazioni prende appunto il nome di chirurgia funzionale del naso ed è mirata alla correzione delle problematiche che impediscono la corretta respirazione.

Interventi al setto, ai turbinati e alle valvole nasali sono tra i più frequenti: vengono condotti in anestesia locale, meno spesso in anestesia totale, e sono importantissimi per la ripresa di una vita corretta e senza impedimenti. Non quindi, operazioni che hanno il mero scopo di abbellire il viso e renderlo più armonioso e piacevole, ma veri e propri interventi chirurgici necessari e, spesso, indispensabili per la ripresa di una vita normale.

Alcune patologie del naso, infatti, seppure non siano considerate pericolose per la vita stessa, possono renderla difficile e faticosa: si pensi alle problematiche di respirazione, alle apnee notturne, ai mal di testa causati dalle sinusiti e dalle deviazioni del setto che causano un’ostruzione alla corretta circolazione dell’aria.

Quando procedere con la chirurgia funzionale nasale

Le fattispecie che la rendono necessaria

L’intervento di chirurgia funzionale del naso, va detto, è l’estrema soluzione a problematiche che in molti casi possono anche non operazione funzionale del nasorichiedere l’operazione. Eseguendo un’analisi più approfondita, infatti, risulta evidente che molte problematiche, seppure evidenti e presenti, non causano impedimenti tali allo svolgimento della quotidianità, che l’intervento chirurgico può essere rimandato o, in alcuni casi, scongiurato.

È il caso, per esempio, di una deviazione lieve del setto nasale, che sotto il punto di vista estetico potrebbe modificare l’equilibrio del volto ma che, dal punto di vista funzionale, non è di un’entità tale da impedire il corretto passaggio dell’aria. I chirurghi, solitamente, consigliano l‘intervento chirurgico nei casi di deviazione del setto nasale associata a ipertrofia dei turbinati o in caso di perforazione dello stesso, nei casi in cui siano presenti dei polipi sinuso-nasali e in caso di malfunzionamento delle valvole nasali.

Ogni patologia ha un proprio grado di gravità e sta al medico valutare l’evenienza di procedere o meno: bisogna, infatti, ricordare che nonostante vengano ormai considerati interventi di routine, quelli di chirurgia funzionale del naso non sono scevri di difficoltà per il chirurgo e richiedono un decorso post-operatorio impegnativo per il paziente. La durata media di permanenza nella struttura ospedaliera è di 24/48 ore ma i segni dell’intervento non guariscono prima di 20/30 giorni e sono necessarie, a volte, delle medicazioni piuttosto dolorose a cui il paziente deve sottoporsi nei giorni successivi all’intervento.

Molti sottovalutano questo aspetto, ma si tratta di interventi delicatissimi anche se svolti attraverso moderne tecniche che prevedono incisioni endonasali non visibili e solo nei casi più gravi si interviene con la tecnica aperta.

Le complicazioni nella chirurgia funzionale del naso

Gli inconvenienti da prendere in considerazione

Anche in questo caso potrebbero sorgere nelle complicazioni durante il decorso post-operatorio. Infezioni, sanguinamento e la periostite sono le complicazioni più frequenti nell’immediato ma ci possono essere anche complicazioni che si verificano col tempo, come la formazione di un callo osseo o l’alterazione anatomica del sistema di regolazione della respirazione.

Redazione