Le armi per prevenire e combattere la depressione sono nell’olio di pesce

Ansia, tristezza, mancanza di energie e incapacità di prendere decisioni. E poi diminuzione della libido, difficoltà a riposare o addirittura vera e propria insonnia: sono tutti sintomi tipici che investono chi si sta ammalando di depressione. Che però si possono superare se si prendono subito le opportune contromisure, sfruttando tutte le proprietà degli omega 3, cioè i famosi acidi grassi presenti nell’olio di pesce. I benefici, infatti, se si comincia ad assumere in maniera costante un integratore specifico, non tardano ad arrivare e l’umore appare presto più positivo e stabile.

Nel 2030 sarà il male più diffuso

Se il tumore è la malattia che spaventa e preoccupa per eccellenza, la depressione la segue a ruota. Non si direbbe, eppure questo disturbo silenzioso secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 2030 sarà diventato la malattia cronica più diffusa. Si calcola che solamente in Italia le persone a oggi colpite da depressione siano addirittura 4,5 milioni. Un esercito di individui che si ripiegano su loro stessi e che perdono la voglia di reagire.
In base a un recente studio condotto dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, emerge che i tre grandi sintomi della malattia siano principalmente i pensieri negativi (69 per cento), la solitudine (67 per cento) e la tristezza (63 per cento). Ma il vero problema è che tra la comparsa del malessere e la decisione di chiedere aiuto a un medico, in media passano circa due anni, periodo di tempo durante il quale lo stato d’animo peggiora irrimediabilmente e il male si cronicizza.

Così si riducono tutti i sintomi

Sono state individuate principalmente tre cause di questo male che corrode. Sono prima di tutto la fragilità caratteriale, che influisce nel 63 per cento dei casi, un trauma scatenante è il motivo della comparsa dello stato depressivo nel 58 per cento dei malati, mentre un periodo prolungato di forte stress è la fonte che innesca la depressione nel 54 per cento dei casi. In questo panorama si inserisce l’elemento alimentazione che pone l’attenzione su un’arma estremamente efficace per difendersi: il pesce con i suoi virtuosi omega 3.

  • Numerose ricerche, infatti, hanno ipotizzato uno stretto legame tra omega 3 e depressione. Innanzitutto hanno evidenziato da una parte che lo scarso consumo di questi specifici acidi grassi favorisce lo sviluppo della malattia, dall’altra che le persone depresse presentano sintomi tanto più intensi quanto più sono bassi i loro livelli di acidi grassi.
  • Al contrario, secondo gli studi effettuati da ricercatori dell’Università di Sheffield, nel Regno Unito, un regime alimentare ricco di omega 3 è associato a una minore tendenza ad accusare sintomi della depressione.
  • Tesi confermata anche da altre indagini condotte nei Paesi Bassi, che evidenziano quanto una dieta ricca di olio di pesce riduca drasticamente le possibilità di farsi colpire dal male oscuro dell’anima.
  • Non solo, ulteriori ricerche hanno anche sottolineato che questa carenza è correlata anche ai disordini dell’umore e agli stati depressivi delle persone anziane.
  • Eppure per ottenere miglioramenti basta poco, come ricordano anche i risultati dell’indagine condotta alla Ben Gurion University in Israele, secondo i quali i pazienti trattati per tre settimane con estratto purificato di olio di pesce, ricco di acido docosaesaenoico DHA e di acido eicosapentaenoico EPA, hanno evidenziato una riduzione del 50 per cento dei sintomi della depressione.

Un aiuto alla depressione post partum

Si calcola che questo male oscuro colpisca almeno una volta nella vita il 12 per cento degli italiani. Tra le vittime molte sono donne, più fragili e vulnerabili in particolari momenti dell’esistenza. Infatti, il 21 per cento delle donne che soffrono di depressione ha visto comparire la malattia proprio dopo il parto. Ecco perché sono stati condotti studi per verificare i benefici degli omega 3 nel trattamento della depressione in gravidanza. Durante la gestazione il bambino riceve dalla mamma uno dei due acidi grassi, il DHA, che serve ad assicurare lo sviluppo del sistema nervoso del feto. Se però la madre non integra l’apporto di omega 3, rischia di andare incontro a questo male come confermano anche gli studi effettuati all’University Medical Center di Rotterdam: gli studiosi hanno effettivamente riscontrato che in tutte le donne con depressione post partum le disponibilità di DHA erano molto basse. Invece grazie al consumo regolare di olio di pesce o di omega 3 durante la gravidanza e l’allattamento non solo si pensa al benessere della donna, ma anche al futuro del bambino: infatti, aumentando le concentrazioni di acidi grassi in due aree specifiche del cervello – la corteccia e l’ippocampo – si riduce il rischio di soffrire di depressione.

Redazione